Visualizzazione post con etichetta Natura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Natura. Mostra tutti i post

domenica 4 novembre 2007

Ratatouille e lo Zafferano dell’Aquila.

46  (“REMY: “Ahhh. L'aquila saffron. Italian, huh? Gusteau says it's excellent. Good thing the old lady's a food love-, from Disney-Pixar film Ratatouille-”).

Eccentrico e alquanto strano un topo in cucina, non credete? Di solito questo animale non è che sia molto apprezzato dagli uomini, in tutti i sensi. E poi, se visto in cucina, nella cucina di un ristorante, beh!, allora sono guai.

I cartoni animati però, sono una eccezione alla regola, per cui un topo, di nome Remy, può essere uno che di cucina e cibo se ne intende e non solo come buongustaio.

Ad un certo punto del film, Remy, il topo protagonisca di Ratatouille, cerca un ingrediente che dovrebbe completare il piatto che aveva deciso di prepare in maniera alquanto bizzarra. Quell’ingrediente è appunto lo zafferano. In un primo momento parla solo di zafferanno, puro e semplice, senza fare allusioni alla provenienza di questo; ma poi, quando lo trova, dice: “Ahhh. L'Aquila saffron...”. Ecco che un pizzico d’orgoglio abruzzese fuoriesce e la mia curiosità cadde porprio su quelle tre parole, “zafferanno dell’Aquila”.

Lì per lì, non sapevo se fosse una libera traduzione dall’inglese e una appropriata risorsa del doppiaggio oppure se era veramente il dialogo originale. Per cui mi sono data da fare e cercando su internet sono arrivata all’intero dialogo del film, cioè, lo script in inglese. Bene, per mia grande e orgogliosa sorpresa, nel dialogo originale si parla di “L’Aquila saffron, zafferano dell’Aquila”.

In quel momento, mi venne in mente una straordinaria fotografia che trovai su Internet, del fiore dello zafferano, bellissima! Ricordai quel poco che so del cultivo dello zafferanno e, coincidenze di fine giornata o, meglio dire di fine nottata ormai, chattando con una mia amica del Venezuela, mi domandava curiosa sull’Abruzzo e io che, per deformazione professionale, cerco sempre di accontentare i miei interlocutori, mi scatenai in un dialogo, anzi monologo, dove tra l’altro gli fece vedere alcune foto, anche quella del fiore dello zafferano.

Magico e gustoso, raffinato e dorato, chiamato anche il re delle spezie, lo zafferano (Crocus Sativus L.), era conosciuto dagli antichi, come medicinale e come profumo, nonchè appunto ingrediente principe di alcune delicate preparazioni di alta cucina italiana e internazionale.

La storia racconta che questa spezie, le cui origini sono orientali, diffusa nei territori dell’Africa Settentrionale per poi raggiungere la Spagna da dove arrivò tra noi, grazie ad un monaco domenicano membro del tribunale dell’Inquisizione, appartenente alla famiglia Santucci di Navelli. Santucci, appassionato di agricoltura, colpito da questa particolare pianta, pensò che avrebbe trovato le condizioni ideali nel terreno della piana di Navelli. Fu così coltivato e L’Aquila, appena fondata (XIII secolo), diventò famosissima per la qualità del suo zafferanno.

D’allora fino ai giorni nostri, questa meravigliosa spezia continua ad essere degna rappresentante delle genti d’Abruzzo.

Oggi lo zafferano dell'Aquila è prodotto e commercializzato da poche aziende agricole localizzate prevalentemente nella zona della Piana di Navelli, che, dando minor peso agli aspetti quantitativi, si focalizzano sul raggiungimento degli standard di qualità che da secoli rendono lo Zafferano dell’Aquila un prodotto unico e ricercato dai più esigenti buongustai del mondo.

Dal 2005 vanta anche il marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta) e un Consorzio per la tutela dello Zafferanno dell’Aquila, il cui scopo è proteggere e promuovere un prodotto unico ed esclusivo per la storia, ambiente, cultura e lavorazione: lo zafferano DOP dell’Aquila.

Con lo zafferano d’Abruzzo, possiamo allora percorrere un territorio fatto di borghi meravigliosi, castelli e altri monumenti architettonici che sono stati costruiti ed oggi arrivano a noi per essere ancora visti e ammirati, grazie al fiorente commercio di questa magnifica spezia.

E allora, grazie Remy!, e grazie alla Disney-Pixar, perchè da una curiosità della cinematografia gastronomica, mi ha portato sulle rotte di antichi sapori. Sulle vie di antichi borghi e sulla stessa città dell’Aquila, qui in Abruzzo, Italia.

-------------------------------------------------------------------------------------------------------

Spanish

Ratatouille y el Azafrán de L’Aquila. (lease: láqüila, n.d.r.)

3  (“REMY: “Ahhh. L'aquila saffron. Italian, huh? Gusteau says it's excellent. Good thing the old lady's a food love-, from Disney-Pixar film Ratatouille-”).

Excéntrico y un poco extraño un ratón en la cocina, ¿no creen? Generalmente este animal no es muy bien visto por el hombre, en todos los sentidos. Y si además, viene visto en una cocina, en la cocina de un restaurante, bueno, entonces si que son problemas!

Pero como los cartones animados son una excepción de la regla, entonces un ratón, llamado Remy, puede ser uno que de cocina y alimentos se entiende y no solamente por su buen gusto.

Hay un momento durante la película, donde Remy, el ratón protagonista de Ratatouille, busca un ingrediente para completar el platillo que está preparando de manera además muy bizarra. Ese ingrediente es precisamente el azafrán, puro y simple, sin más alusiones a la proveniencia de este; pero después, cuando lo consigue dice: “Ahh. L’Aquila saffron…”. Entonce un poquito de orgullo de estas tierras me exalta y mi curiosidad cae precisamente en esas tres palabras “azafrán de l’Aquila”.

En principio, no sabía si era una traducción libre del inglés y un recurso del doblaje en italiano muy oportuno, o si verdaderamente era el diálogo original. Por ello entonces comencé una pequeña investigación en Internet hasta dar con el diálogo original del film, es decir, con el script en inglés. Para mi grande y orgullosa sopresa, en el diálogo original se habla precisamente de “L’Aquila saffron”, “zafferano dell’Aquila”.

En ese mismo instante, me llegó a la mente una estupenda fotografía, conseguida siempre en Internet, de la flor del azafrán, ¡bellísima! Recordé lo poco que se acerca del cultivo del azafrán y, coincidencias de finales de una noche interesante, chateando con una amiga de Venezuela, me preguntaba curiosa acerca de esta región Abruzzo y yo, que será por deformación profesional, trato siempre de contentar a mis interlocutores, me desencadené en un diálogo, más bien monólogo, en donde, entre otras cosas, le hice ver la hermosa foto de la flor del azafrán.

Mágico y gustoso, refinado y dorado, llamado también el rey de las especias, el azafrán (Crocus Sativus L.), era conocido desde la antigüedad como medicinal y como perfume, además de ingrediente príncipe para algunas de las más refinadas preparaciones de la cocina italiana e internacional.

La historia nos cuenta que esta especie, cuyos origines son orientales, se difundió primero por el territorio de África septentrional de donde llegó a España para luego llegar hasta nosotros, gracias a un monje dominicano miembro del Tribunal de la Inquisición, quien pertenecía a la familia Santucci di Navelli. Santucci quien era apasionado de agricultura y impresionado por esta planta tan particular, pensó habría podido encontrar las condiciones ideales para su cultivo en las tierras de la planicie de Navelli. Fue así cultivado y L’Aquila, apenas fundada (s. XIII), se hizo famosísima por la calidad de su azafrán.

Desde entonces hasta nuestros días, esta maravillosa especia, continua siendo una digna representante de los pobladores de Abruzzo.

Hoy día el azafrán de L’Aquila es producido por pocos cultivadores y viene comercializado por pocas empresas agrícolas, localizados primordialmente en la zona de la Planicie de Navelli, las cuales, dando menor peso a los aspectos cuantitativos, se focalizan en alcanzar los estándares de calidad que desde hace siglos hacen del azafrán de L’Aquila un producto único y muy buscado por los paladares refinados de todo el mundo.

Desde el año 2005 se precia de la marca DOP (Denominación de Origen Protegida) y de un Consorcio para tutelar el azafrán de L’Aquila, cuyo objetivo primordial es proteger un producto único y exclusivo por su historia, su cultura y su elaboración: el Azafrán DOP de L’Aquila.

A través pues del azafrán de L’Aquila, podemos entonces recorrer un territorio de maravillosos poblados, castillos y demás monumentos arquitectónicos que fueron construidos gracias al floreciente comercio de esta magnífica especia y, hoy día llegan hasta nosotros para ser aún admirados y respetados.

Y entonces, ¡gracias Remy!, y gracias a Disney-Pixar, porque de una curiosidad de la cinematografía gastronómica, me has llevado sobre la ruta de sabores antiguos. Sobre la vía de antiguos poblados y sobre la misma ciudad de L’Aquila, aquí en Abruzzo, Italia.

(photos from internet)

ratatouille5

sabato 27 ottobre 2007

I colori di queste terre

I trabocchi: “Creature fantastiche dall'ossatura fragile, drammaticamente sospese fra terra e mare, come strani e giganteschi artropoidi in agguato...” Marcello Borrone, I Trabocchi, Cala Lenta
Se io sapessi dipingere, credo che sulla mia palette ci sarebbero primordialmente due colori: il verde e il blu, ma in tutte le sue sfumature perche’ oltre al giallo o l’arancione e il bianco, questi sono gli unici colori che veramente mi occorrerebbero per descrivere questo meraviglioso e per certi versi ancora sconosciuto pezzetto d’Italia. Per l’Unione Europea, l’Abruzzo occupa il primo posto in termini di parchi naturali e oasi protette, perche´ queste coprono oltre il 30% del suo territorio. Inoltre ha permesso cosi la sopravvivenza e la preservazione di specie animali e piante in pericolo di estinsione come orsi e lupi. Tale e’ la sua fama a livello europeo, tre parchi nazionali e uno regionale e diverse riserve naturali viene definita a pieno titolo: “Regione verde d’Europa”. Tutto questo verde si unisce al blu della sua costa che da nord a sud della regione e’ bagnata dal mare Adriatico. Spiaggie sabbiose, acque quiete, territorio densamente popolato, con tratti, piu’ a sud, ancora semi selvaggi di notevole interesse paessaggistico e ambientale. In particolar modo, il lembo litoraneo che va da Ortona a Vasto e’ ricco di fascino e coinvolge un amplio territorio con cittadine dalle raccolte dimensioni: Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo. E la presenza anche numerosa dei “trabocchi”, in particolar modo, oggi rappresentano il simbolo per la tutela di questo questo territorio, proposto a diventare “Parco Nazionale della Costa Teatina”. E di nuovo i colori verde e blu si unisco, con le loro sfumature; ed e’ il giallo e l’arancione di un sole che risplende con brio quasi tutto l’anno; sfumature bianche o grigie delle nuvole ridenti o furiose preanunciando tempeste. E allora il mio apporto al Blog Action Day e’ un piccolo scorcio, amatoriale se volete, di un territorio che e’, senza ombra di dubbi, patrimonio naturale, culturale, architettonico e culinario dell’umanita’. Preservarlo oltre che un diritto, e’ un dovere di tutti noi. A presto amici e felice Blog Action Day!
--------------------------------------------------
spanish

Los colores de esta tierra 

barca-e-trabocco1 (1) Trabocchi: “Criaturas fantásticas de osamenta frágil, dramáticamente suspendidas entre la tierra y el mar, como extraños y gigantescos antropoides al acecho...” Marcello Borrone, I Trabocchi, Cala Lenta
Si supiera pintar, creo che en mi paleta de colores estarían primordialmente el color verde y el azul, así como todos sus matices, porque además del amarillo o el naranja y el blanco, estos son los únicos colores que verdaderamente me servirían para describir este maravilloso y todavía desconocido pedacito de Italia. Para la Unión Europea, Abruzzo ocupa el primer puesto en términos de parques naturales y oasis protegidas, porque estas cubren más del 30% de su territorio. De esta manera se ha permitido la sobrevivencia y la protección de especies animales y plantas en peligro de extinción como osos y lobos. Tan es así su fama a nivel europeo, tres parques nacionales y uno regional y diversas reservas naturales, che la se define a pleno título: “Región verde de Europa”. Todo este verde se une al azul de sus costas que desde el norte hasta el sur de la Región la baña el mar Adriático. Playas arenosas, aguas quietas, territorios densamente poblados, con zonas, más hacia el sur, todavía semi-selváticas de gran interés paisajístico e ambiental. En particular modo, la zona litoranea que va desde Ortona hasta Vasto es fascinante e incluye pequeñas poblaciones: Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo. La presencia numerosa de “i trabocchi”(1), en particular modo, hoy representan el símbolo para la tutela de este territorio, propuesto para convertirlo en “Parque Nacional de la Costa Teatina”. Y de nuevo los colores verde y azul se unen, con todos sus matices; y es el amarillo y el naranja de un sol que resplandece con brío casi todo el año; matices blancos y grises de las nubes sonrientes o furiosas preanunciando tempestad. Y entonces mi aporte a Blog Action Day es un pequeño espacio, amatorial si se quiere, de un territorio que es, sin lugar a dudas, patrimonio natural, cultural, arquitectónico y culinario de la humanidad. Preservarlo, además de un derecho, es un deber de todos. Hasta pronto amigos y feliz Blog Action Day!
(1) Casas en madera para la pesca que desde la costa de postran mar adentro.